el barrio

sabato, 04 ottobre 2008

Pacchetto di 3 sogni

Sogno del 03.10.08 - Uno degli Ex Otago mi perseguita

Sto mangiando su uno sgabello altro 50 piani e su una trave lunghissima sospesa in aria che funge da tavolo. Mi sento traballante e ho paura di cadere ogni volta che faccio il minimo movimento. Mia sorella e Magno sono con me e quando gli chiedo "MA voi non soffrivate di vertigini?" entrambi rispondono spensierati che evidentemente devono essergli passate, o che deve essere quel posto che gli ispira particolare fiducia. Io continuo ad essere paralizzata e l'idea di essere l'unica a star male peggiora le cose. Guardo mio padre che chiacchera tranquillo con loro e tutti sembrano perfettamente a loro agio.
Scendiamo e risaliamo da questo sgabelli un paio di volte e ogni volta che tocco terra mi sento rinascere e tiro un sospiro di sollievo.

Sono al concerto dei Pretty Face in una zona di Milano dove non passo mai. Arrivo in motorino e mi stupisco di quanto sia stato facile trovare la strada. Lascio il motorino in un parcheggio su un box in una salitella dietro l'angolo e entro dentro.
Vedo subito Filippo e mano mano tutti i Pretty in tenuta da concerto. Poi Filippo mi indica ridacchiando uno degli Ex Otago che suonano insieme a loro. Resto lì e l'Ex Otago mi parla completamente ubriaco per 5 minuti prima che inizi il concerto e a un certo punto si avvicina quasi per baciarmi, ma il tentativo è goffo e io non ho nessuna intenzione di starci. Il concerto ha inizio e tutto va alla perfezione.
Quando esco prendo il motorino e vado verso casa dove ci sono mia sorella e Lauro che mi chiede il numero di Magno. Poco dopo mi squilla il telefono e sento il tipo degli Ex Otago che parla con Magno e gli racconta che io qualche sera fa l'ho tradito e che sono stata con lui. Magno ascolta senza dire una parola fino a quando io intervengo un pò stralunata accorgendomi che non è uno scherzo messo in piedi da Lauro.
Chiedi chi cazzo sia e che sta dicendo solo stronzate. Magno mi dà ragione confermando che quella sera lui ed io eravamo insieme, il che mi dà grande sollievo.
Il tipo non demorde e continua a inverntarsi una serie di bugie pazzesche sul mio conto, gli insinua il dubbio fino a che io non dico a Magno di attaccare e che lo avrei richiamato subito dopo.
Appena metto giù mi arriva un video sull'iphone: un'immagine del papa che si trasforma in un tipo in macchina con dei foglietti che gli coprono gli occhi e sotto una marcia funebre.

Inizio ad avere paura e vado in confusione. Laura e mia sorella all'inizio non mi danno quasi ascolto, poi quando capiscono un pò la situazione si avvicinano a me. Io tento di chiamare Magno ma non riescoa  fare il numero. Lo cerco fra i numeri salvati sull'iPhone ma la pagina non c'è più. Capisco che il tipo mi sta manomettendo il telefono e non so come avvisare Magno. Ho paura che sia incazzato visto che non mi chiama e non so se andare da lui o se stia già venendo da me. Piango e mi tremano le mani.

Quanche settimana dopo torno a un altro concerto dei Pretty Face. A mia insaputa, di spalla ci sono sempre gli Ex Otago. Incrocio lo sguardo del tipo che sembra essersi un pò calmato. Non ci parliamo per tutta la sera fino a quando a fine serata mi prende da una parte e mi dice che è innamorato di me. Io gli dico che sto con un altro e che comunque sia credo che non sia vero. I toni sembrano essere molto più tranquilli rispetto all'accaduto di qualche tempo prima. Parliamo anche della loro musica e gli dico che sono uno dei gruppi italiani che preferisco. Facciamo un paio di risate, sembra che la situazione si stia normalizzando. A un certo punto lui si avvicina come per baciargli e io gli chiedo "ma se scopassimo stasera poi mi lasci in pace per sempre?" e lui annuisce. Prima che possa stringermi a sé mi alzo sorridendo e me ne vado dicendogli che come credevo la sua non è una cotta ma solo voglia di fare sesso e che gli passerà.
Esco tutta di fretta per andare da Magno. Ho paura che si arrabbi nel sapere che al concerto c'era anche il pazzo e che io ci sia andata. Non ricordo più bene dove abbia lasciato il motorino. Passo davanti a dei miei amici che sono lì a bere e chiaccherare fuori da concerto ma saluto di fretta senza fermarmi. La rampetta con il garage è praticamente irragiungibile. Ogni volta che ne imbocco una è quella sbagliata. Finisco in un giardinetto dove si sta svolgendo un cocktail bon ton con degli inglesi vestiti di principe di Galles e champagne in mano. Salto le siepi e i muretti fregandomene e non ho proprio idea di come arriverò al motorino. Più passano i minuti e più ho paura che Magno si arrabbierà con me senza più speranza.

FINE

Sogno del 29.09.08 - La mia casa è una tomba

Sto andando a una sorta di festa con un amico e un'amica che conosco appena. Quando entro loro due sono con dello champagne in una piccolissima piscina entrambi vestiti da clubbing, nel buio della sala con solo qualche raggio luminoso che ogni tanto li illumina. Lascio la giacca all'ingresso ed entro nella vasca con loro e iniziamo a bere e chiacchierare.

Sono su un prato abbastanza largo di una collinetta. Sono accanto ad una fossa dove in genere vengono interrate le bare. Mi guardo a destra e sinistra e una lunga fila continua in ambo le direzioni con altri cadaveri sotterrati. La fossa accanto alla quale mi trova appartiene a me e a mia sorella e dentro ci sono le nostre ossa ormai prive di carne. Mentre mi guardo attorno penso che sarebbe meglio costruire una sorta di muretto davanti e sul lato destro per isolarci un pò. Lo metto su, un muretto di circa mezzo metro, e come se avessi appena comprato un mobile nuovo per la mia nuova camera, mi sento soddisfatta e noto radiosa di quanto l'atmosfera sia migliorata. Ma c'è ancora un dettaglio che dovrei mettere a posto: ogni volta che devo tornare a prendere qualcosa (come se fosse il mio armadio/casa) dentro la fossa, mi tocca dissotterrare tutte le nostre ossa e cercare nel casino. Un pò una rottura.

FINE


Sogno del 27.09.08 - Mia mamma ci chiama

Sto attraversando una lunga strada verso un'ipotetica casa. Passo davanti ad autostrade, benzinai, strade in discesa e collinette. Sono in compagnia di qualcuno che si trasforma in mia sorella quando svoltiamo a una curca e decidiamo di riposarci un pò prima di proseguire. Ci fermiamo accanto a un prato separato dalla strada da una staccionata, come se ci fossero dei cavalli.
Ci mettiamo sulla staccionata e parliamo un pò. Poi mia sorella decide di fare il bagno nella piscina che è apparsa davantia  noi, ma quando proviamo ad entrare il prato si arrotola come un tappeto e mangia praticamente tutta la piscina lasciandone un pezzo piccolissimo, come se fosse una vasca.
Mia sorella si arrabbia con l'accaduto con non so chi, come se fosse stato qualcuno ad arrotolare il prato per non permetterci di farci una nuotata.
Mentre ce ne stiamo lì, le squilla il telefono. Non si sente niente, solo dei fruscii fortissimi come quando la tv è staccata. Lei dice: "ah! è mamma!" e ce ne stiamo lì a sentire il rumore nel telefono per un pò aspettando di rimetterci in marcia.

FINE




scritto da: elbarrio alle ore ottobre 04, 2008 10:38 | link | commenti
categorie: sogno, mamma, morti, tomba, persecuzione, vasca, ossa, ex otago
lunedì, 28 luglio 2008

Sogno del 27.07.08 - I morti ballano sempre

Sono a circa 10 metri da quattro o cinque corpi morti stesi mezzi al sole e mezzi no su una discesetta con la testa rivolta verso l'alto. Fra questi ne riconosco chiaramente due: sono mia madre e mia zia Brigitte. Li osservo e vedo che tutti più o meno si muovono ondeggiando leggermente a desta e sinistra.
Capisco che i cadaveri si muovono perché stanno ballando, sono a una festa.
A un certo punto vedo mia mamma che si agita più degli altri e dice "Che caldo...!". Ha la fronte perlata di sudore e inizialmente è come se si lamentasse in dormiveglia. A un certo punto apre gli occhi che però sembrano quelli di un cieco. Sono chiarissimi e non si aprono del tutto, mostrando solo una fessura.
Si alza e risale la piccola salitella che porta verso un baracchino. Mentre incontra le persone chiede a un bicchiere d'acqua dicendo che sta "morendo di sete".

Un tipo per casa le porge un piccolo bicchierino che lei tracanna con un sol sorso e per un momento ho paura che possa essere vodka liscia e che possa farle male. Ma quando vedo che non ha nessuna reazione negativa mi distendo.
Quando arriva al baracchino finalmente riesce a bere un altro bicchiere d'acqua e vedo cambiare in meglio la sua espressione di sofferenza. Mi avvicino e la abbraccio. A tratti diventa mio padre, mantenendo solo gli occhi da cieco. Quando torna ad essere mia madre la abbraccio forte e lei è abbastanza più alta di me e anche nel busto è molto più consistente di quanto non lo fosse in realtà. Ha decisamente una corporatura più simile a mio padre qaundo la stringo ma se la guardo è lei. Le dico che le voglio bene e che mi manca molto, forse per la gioia di parlarle mi si inumidiscono gli occhi ma la sensazione di fondo comunque è di felicità perché sento di non avere i minuti contati e che posso farle un bel discorso. Lei tuttavia non sembra dare molto peso alle mie parole. E' come se fosse appena scesa da un aereo e troppo scombulossata per avere un dialogo normale. Ha bisogno di qualche minuto per riprendersi, forse dal caldo.

Finiamo a parlare di qualcosa che poi si conclude con mia madre che mi chiede "mica ti sarai dimenticata il giorno in cui sono morta!..." ma con tono più scherzoso che severo. Me lo chiede solo perché vuole dirmi il numero e non per ricordare il momento. Io dico una data ma sbaglio di un giorno. E lei con le dita delle due mani aperte rimarca il giorno corretto con un tono di voce inconfondibilmente suo. Me lo fa notare guardandomi negli occhi come se volesse che lo memorizzassi bene per non dimenticarlo ancora e io mi dispiaccio di aver sbagliato - e allo stesso mi stupisco perché so di pensarci spesso -  temendo che possa esserci rimasta male. Le sorrido un pò imbarazzata e lei continua a parlare senza darci troppo peso.

FINE

scritto da: elbarrio alle ore luglio 28, 2008 12:10 | link | commenti
categorie: fantasmi, sogno, acqua, numeri, sete, mamma, morti, cadaveri

Sogno del 25.07.08 - Partita a tennis nippon style

Gioco a tennis in doppio con mia sorella contro una giapponese che gioca da sola. E' bravissima e fortissima. Credo che sia una giocatrice professionista ma non conosco il nome.
Lei è al servizio e mia sorella ed io ci turniamo alla ricezione delle palle infuocate. Non abbiamo nessuna chance di vincere. La pressione maggiore è su di me perché mia sorella dice che sono più brava.
La jappa fa diversi errori nella battuta e ogni volta che commette un fallo di piede e glielo faccio notare lei è divisa: inizialmente perde le staffe infuriandosi ma subito dopo segue un sorrisino da manga giapponese e strani movimenti come il segno della vittoria con le dita o abbassare la testa sorridendo per scusarsi.
Devo ammettere che è un pò inquietante.

Un errore dopo l'altro, il punteggio è miracolosamente di 40-30 per noi. Nell'ultimo scambio, lei risponde e la palla va fuori dalla linea. La nostra metà del campo finisce un pò sotto a un armadio dove mettevo i vestiti da piccola e che negli anni in casa nostra è stato utilizzato per diversi scopi: armadio per i piatti, per oggetti, per lenzuola, di tovaglie per tornare solo ora ad essere nuovamente un armadio per i vestiti di mio padre.

Quando vedo la palla andare oltre la riga, con sopra l'armadio mi chiedo come faremo noi a battere visto che non possiamo oltrepassarla, ma ora tutta la mia attenzione è rivolta a cercare di prendere le palle velocissime dell'avversaria.

Resto in attesa dell'ultimo servizio sperando di concludere il set con la nostra vittoria e non arrivare a un egalité.

FINE

scritto da: elbarrio alle ore luglio 28, 2008 11:48 | link | commenti
categorie: sogno, giapponese, partita, sorella, tennis

Sogno del 24.07.08 - Al mare d'inverno gioco al volano

Sono al mare ed è una giornata ventosa e nuvolosa, forse d'inverno.
Gioco a badminton con mia madre e in mezzo a noi passano delle persone che si fanno il bagno, perlopiù bambini.
Ogni tanto la pallina finisce in mare e c'è una strana atmosfera cupa e pesante.

Poco dopo mi ritrovo come presenza occulta - nel senso che non sono fisicamente presente nella scena ma vedo con gli occhi del narratore dall'alto - in una strana casa abbandonata che sembra un castello. Un ragazzo d'altri tempi sta cercando un anello da regalare alla sua fidanzata, forse per chiederla in sposa,  ma non sa dpve guardare. Un fastasma aleggia per la stanza materializzandosi di tanto in tanto per dare qualche suggerimento su dove potrebbe trovarlo.
Il fantasma vola nell'aria, è quasi trasparente, è un uomo e non ha le gambe o almeno non sono visibili perché sono sfumate finendo come una coperta sfilacciata.

FINE

scritto da: elbarrio alle ore luglio 28, 2008 11:35 | link | commenti
categorie: mare, fantasmi, sogno, mamma
lunedì, 30 giugno 2008

Sogno del 19.06.08 - Stupratore gay

Sono in un negozietto carino con la mia collega Annalisa. Frigo nei vecchi armadi pieni di magliettine e jeans un pò cari e alla moda. Mi guardo attorno cercando qualcosa di scontato fino a quando Annalisa mi fa vedere un costume due pezzi a righe con il sopra a triangolo. Vorrei comprarlo anche io ma poi non ho voglia di spogliarmi e desisto mentre lei esce tutta contenta con l'acquisto.

Mentre ci dirigiamo verso la sua macchina entriamo in una vietta che porta a un piazzale molto piccolo dove ci sono altre automobili. Dietro di noi sento i passi di un tipo che fa footing che mi sembra un pò losco.
Decido di utilizzare la mia solita tattica della telefonata finta e dico ad Annalisa "così anche se dovesse avere strane idee magari lascia stare e prosegue per la sua strada".
Il tipo si avvicina sempre di più e mentre mi appoggio il telefono all'orecchio per caso sento la voce di Chiara Gianfrotta, che non sento da anni. Un pò sorpresa vorrei raccontarle meglio che il telefono non ha nemmeno squillato e descriverle la situazione ma il tipo si avvicina e ormai è palese che è intenzionato a farci del male.
Tutta di fretta quindi dico a Chiara di chiamare la polizia, che sono a Milano e cerco di spiegarle la mia posizione, ma la comunicazione continua a cadere e lei sembra non receipre l'emergenza.

Chiamo quindi i carabinieri, e anche lì la centralinista anziché sbrigarsi mi chiede i dettagli di dove sono come se nel frattempo si stesse limando le unghie. Chiedo ad Annalisa dove siamo e mi passa un fazzolettod i carta quadrato tutto scritto a penna con le indicazioni lunghissime e quasi incomprensibili. Tento di comunicare con la carabiniera ma ormai il tipo ci ha raggiunto e siamo spacciate.

ferrellMi giro, lo guardo in faccia ed è Will Ferrell
. Viene a parlare con noi e capiamo che vuole stuprarci. Cerchiamo di prendere tempo parlandoci visto che non possiamo scappare da nessuna parte. Speriamo solo che la polizia o qualcunatro passi di la prima o poi. Will Ferrell è strano. Ci racconta che generalmente lui uccide i ragazzi. Ci si mette insieme e poi gli taglia il pene. Fra me e me penso che in tal caso forse abbiamo qualche chance di salvarci, fino a quando aggiunge che ogni tanto però, in assenza di altro stupra anche qualche ragazza per strada, ma non se la porta mai a casa, perché a lui piacciono gli uomini.

FINE

scritto da: elbarrio alle ore giugno 30, 2008 12:40 | link | commenti
categorie: sesso, gay , stupro, will ferrell

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