el barrio

mercoledì, 29 novembre 2006

Sogno del 25.11.06 - Ceri

Io e mio cugino Guillaume parliamo seduti di sera in cima alla discesina che separa la casa a Treompan in Bretagna dalla spiaggia. Diamo le spalle alla casa e al bosco e guardiamo il mare nella notte scura piena di nuvoloni e fantasmi che non si vedono ma che percepiamo nell'aria.

Quando torniamo indietro c'è anche Paco, cane di sempre (morto nella realtà) e ho paura di passare vicino al bosco, e non vedo molto, a parte la luce che viene dalla casa.

SECONDA SCENA

Noi tutti cugini più giovani siamo nella sala da pranzo buia vicina alla gallerie che da sul retro della casa, separate da una porta a vetro abbastanza grande.
C'è un clima abbastanza rilassato per gli altri che ridono e scherzano, un pò ubriachi dopo una cena mentre sulla grande tavola ci sono ancora alcuni piatti e gli avanzi del cibo. Io vorrei essere più a mio agio, ma non parlo bene francese quindi mi sento un pò bloccata. Forse è Natale.
Nella stanza c'è sicuramente mio Jerome, mia sorella, forse i Lelievre, Charlotte e qualcun'altro.
Mio cugino Guillaume ed io portiamo qualche piatto in cucina sempre molto allegri, e quando torniamo nella sala da pranzo per parlare con gli altri, intravedo con la coda nell'occhio mia zia un pò alcolizzata Annik che sta sistemando su un taviolino nella gallerie dei ceri grossi e neri commemorativi dei fratelli e sorelle morti (nella realtà 4 ma nel sogno molti di più, almeno una 15ina). Uno spiffero soffia su uno dei ceri, e allora, aiutata da qualcuno mentre piange in preda ai fumi dell'alcohol, sposta il tavolino rettangolare di legno coperto da una tovaglietta ricamata a mano bianca, facendo cadere qualche cero.

Io sto per dire a mia zia Brigitte (gemella di mia mamma) che è di fianco a me (ma nella realtà è morta): secondo te quale candela è quella di mamma? Io penso quella lì, saresti stata vicino a lei se fossi morta, vero?

Ma all'ultimo secondo, un attimo prima che le parole mi escano dalla bocca decido di non dire niente, per non farla preoccupare e pensare alla morte, sua e di sua sorella gemella.
Tutti restiamo un pò impietriti e immediatamente tristi alla visione dei ceri funebri, e pensiamo fra noi e noi: ma non poteva aspettare per accenderli?

FINE

scritto da: elbarrio alle ore novembre 29, 2006 11:01 | link | commenti
categorie: fantasmi, sogni

Sogno del 24.11.06 - La verità finalmente

Ci sono io nella gallerie (stanza con vetratona luminosissima che da sul retro della casa, su un bel prato con il bosco a dx e il mare di fronte)nella casa a Treompan (Bretagna) con mia mamma, entrambe morte, e vicino a noi mio padre e mi sorella vivi che nn ci vedono x' noi due siamo fantasmi.
Io parlo con mia mamma e le dico: mamma, ma tu le sentivi le cose che ti dicevo\pensavo io o gli altri quando tu eri morta e io ero viva? e lei mentre era indaffarata a fare le sue cose, come se stesse mettendo a posto delle cose o si stesse accendendo una siga, con faccia seria fa una smorfia come per dire: mah, no, niente..

Allora io giro lo sguardo verso mia sorella e mio padre che erano allegri e chiaccheroni fra loro e penso: cazzo, mi sono persa il mio funerale (parola che nella realtà - mi è capitato anche adesso - confondo sempre con matrimonio).. chissà se Titta (mia sorella) e A (mio padre) hanno pianto quando sono morta..

fantomesE poi, con una sorta di pensiero non ancora ben sviluppato, mi dico: mah, visto che cmq sia non serve a nulla, speriamo che siano rimasti allegri..

Nel mondo dei morti non si era né felici né tristi, ma come se ci si fosse levato un peso, e che finalmente si sapesse cosa c'è dopo la morte.

FINE

scritto da: elbarrio alle ore novembre 29, 2006 10:23 | link | commenti
categorie: fantasmi, sogni

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