el barrio

giovedì, 30 agosto 2007

Sogno del 29.08.07 - Matrimonio

Mancano tre giorni al matrimonio di Alberta. Passano velocissimi, senza che io possa ricordare nulla se non il fatto singolare che per due mattine trovo la mia bici, attaccata sempre allo stesso palo la sera prima, con la catena aperta e il lucchetto sulla pedana (come se fosse un motorino). Il primo giorno penso di essermi dimenticata io di chiuderla e ringrazio il cielo che non me l'abbiano rubata. Il secondo mi stupisco, e penso che qualcuno la volesse rubare ma che poi sia stato disturbato. Il terzo giorno la bici è sempre slegata nello stesso modo, ma questa volta il lucchetto è stato preso a martellate. Capisco allora che è un monito di qualcuno che mi sta avvertendo per l'ultima volta di non lasciarla lì. Cerco un altro posto dove metterla ma sembrano tutti a rischio furto.
Mi guardo intorno e sono nella piazzetta vicino alla ex casa di Roberto a Milano. Intravedo mia sorella dalla finestra in cucina, con la luce calda, quasi arancione, che esce. Mentre mi avvicino al portone, vedo due tipi  che si avventano contro un distributore di sigarette fuori uso. E' notte e ci sono i lampioni accesi.
Citofono a mia sorella, non troppo certa di aver premuto il pulsante giusto, e i due tipi mi vengono addosso. Parlano una lingua che potrebbe essere rumeno. Sono ubriachi, uno è sui 35, biondo cenere con i capelli folti e corti tagliati male, la forma degli occhi azzurri tagliente e la bocca larga e carmosa. L'altro è forse più vecchio con i capelli brizzolati e duri a vedersi.
Cerco di respingerli, mentre loro ubriachi bofonchiano qualcosa. Credo che vogliano delle sigarette ma io non ne ho. Schiacciano tutti i citofoni e quando finalmente mia sorella, o qualcuno del palazzo, apre il portone, entrano con me. Creco di spingerli fuori, ho paura, ma non ci riesco. Arriva una ragazza che sta uscendo e sembra conoscerli, se non altro di vista. Sollevata le chiedo di dirgli di andarsene. Anche lei è spaventata e in due non riusciamo a contrastare la loro forza, ma la ragazza riesce cmq a convincerli ad andare via.

brideSono in un appartamento - forse proprio quello nel quale stavo tentando di entrare - con Filippo. Ci stiamo preparando ad andarev al matrimonio. Mancano ormai poche ore. Parlo al telefono con Alberta, che è rilassata e tranquilla, per sapere a che ora andare. Le racconto il sogno che ho fatto quella notte. Ho sognato di dovermi sposare io, e che il mio vestito era rosa carne, come il tutù din una ballerina. Mi sfuggono i dettagli, ma le dico che talmente sono emozionata per lei, che per la prima volta in vita mia ho sognato io di sposarmi.

Metto giù il telefono. Filippo è in boxer per non sudare, ma ha tutto già pronto mentre gira su internet con il mac portatile. Io sono in alto mare. Cerco il reggiseno, poi il vestito. Mi devo ancora lavare. Vedo Filippo che inizia ad infilarsi i pantaloni e scherziamo mentre gli dico di non mettermi ansia perché io non sono affatto pronta.

Continuiamo a prepararci e uno ad uno trovo i pezzi che devo indossare per andare al matrimonio della mia amica, un pò tesa e un pò emozionata.

FINE

scritto da: elbarrio alle ore agosto 30, 2007 07:15 | link | commenti
categorie: milano, amici, sogno, bici, matrimonio, furto, sposa
mercoledì, 29 agosto 2007

Sogno del 28.08.07 - Maccarini fatti i cazzi tuoi

maccariniAbito ancora con il mio ex coinquilino. Decidiamo di cambiare casa, in teoria per avere ognuno il poprio appartamento, ma alla fine ci ritroviamo in una casa più piccola, lontana dalla MM e anche più cara. Ci rendiamo conto dell'errore, e visto che sono passati solo 2 giorni dalla disdetta spero di poter tornare indietro. La città non è Milano, è una città che in realtà non conosco. Scendo per strada perché c'è una festa, con tutti in giro, come se fosse capodanno. Il portiere mi dice che Marco Maccarini vive nello stesso palazzo, ma che è venuto a sapere che si è liberata una casa più centrale - quella che occupavo prima io - e che ha intenzione di cambiare. Vado in para e dico CAZZO ma perché ho avuto quest'idea?

Il giorno dopo lo incontro, insieme ad altre persone. Ha i capelli rasati e noto come abbia cambiato look rispetto agli albori di Mtv Italia quando ha debuttato con i dread biondi e cortini. Mi dice che è andato a tirare i fuochi d'artiificio e fare casino sotto il mio precedente appartamento, che è nella vita di casa mia a Fregene alle elementari, con la via privata e tutti gli alberi. Parlo un pò con lui e altre persone mentre smadonno dentro di me cercando il modo di tornare indietro.

FINE

scritto da: elbarrio alle ore agosto 29, 2007 11:18 | link | commenti
categorie: casa, sogno, capodanno, maccarini
sabato, 25 agosto 2007

Sogno del 24.08.07 - Cremazione

Sono in una casa. Passando per il corridoio si intravede la stanza nella quale c'è mia madre, pronta ad essere cremata. E' a bara aperta, ma in effetti la cassa è incastonata in un divano verde marcio, privato dell'imbottitura e della seduta. Passo, la intravedo, vorrei entrare ma c'è anche qualcosa che mi trattiene. Forse la paura di piangere, forse quella di vederla in faccia morta.
Mio padre aggiunge nella cassa nella quale c'è ma madre alcuni mobili di legno quando era piccola e accende il forno crematorio, che brucia dall'interno della bara e quindi il tutto è visibile. La fiamma si spegne dopo un pò e nella cassa c'è della fuligine nera con pezzi di legno bruciato, ma mia madre non è stata ancora completamente cremata. Escono dal divano/bara le braccia e la testa, anche se continuo a non guardarla in volto, e sembra quasi che si stia rilassando nella vasca da bagno, con le mani che penzolano giù verso il pavimento.
Mia cugina Charlotte parla con mio padre a proposito della cremazione di sua mamma Brigitte, sorella gemella della mia, che credo sia in un'altra stanza, morta. Mio padre continua ad aggiungere mobili nella bara di mia madre, e per fare spazio e permettere al tutto di bruciare insieme, infila le mani in fondo alla casa e sposta i resti di mia madre ridotti in cenere mischiati al legno e fa spazio per il resto. Con Charlotte ridono e io li guardo un pò da lontano.
A tratti mia madre è sveglia, magrissima, sdraiata sempre sullo stesso divano, e non si può muovere. Mi avvicino a lei e le dico "mamma, io voglio bene sono a te, a nessun altro" e mi viene da piangere perché so che sto morendo, ma sono anche contenta di averglielo detto. Lei non risponde in nessun modo, nemmeno con un'espressione del viso, ma forse nemmeno ne ha la possibilità.

Sono per strada con mia cugina Charlotte e alcuni parenti. C'è anche Filippo. Dobbiamo andare tutti da qualche parte, forse sempre a un funerale o cmq sia a sbrigare qualcosa di importante. Io sono in motorino senza benzina e li avverto che avrei fatto il pieno prima e li avrei raggiunti. Vedo un distributore automatico, temo di non avere soldi spicci, ma insime a Filippo riesco a raccimolare 6 euro in moneta. Il distributore è enorme, sembra quasi un grande magazzino. Cerco per un bel pò di tempo, impazzendo, un distributore senza olio (?). Non c'è. Non so come fare. Alla fine mi ricordo che è la vespa che ne ha bisogno, ma io ho uno scooter normale e allora metto i soldi dentro e il bigliettino mi da i numeri corrispondenti alla mia pompa. I numeri sono due: uno corrispondente alla sala, l'altro alla pompa. Ci metto un pò a capirlo, e con Filippo camminiamo per tutti questi corridoi con il motorino al seguito, schivando le persone. Arriviamo in una stanza con dei mobili usati, tipo mercatino, con tutta la gente che guarda e compra. Arrivo al numero della mia pompa ma al suo posto c'è un armadio. Riguardo il foglietto e i numeri cambiano ancora. Ogni volta che li guardo mentre mi dirigo verso la stanza giusta cambiano, fino a quando entro nella stanzsa giusta, ho il distributore davanti, ma non abbiamo più il motorino e non ci ricordiamo dove sia. Filippo lo va a cercare e io temo che la macchina si ciucci i soldi perché è passato troppo tempo. Non ho altre monete per ricaricare e non so proprio come fare per raggiungere gli altri. Aspetto che Filippo torni cercando di ingannare il meccanismo.

FINE

scritto da: elbarrio alle ore agosto 25, 2007 10:47 | link | commenti
categorie: sogni, sogno, morte, mamma, bretagna, cugina, cremazione, bara, benzina motorino

Sogno del 23.08.07 - Daini

Vedo in un bosco alcuni daini che partoriscono e che muoiono cadendo indietro a pancia in su, in mezzo al sangue che scorre e schizza, con la testa indietro, il tutto a rallentatore. Tutto intorno c'è silenzio. Quel silenzio surreale nel quale non senti niente di niente. Si ripete di continuo, o forse va talmente piano che sembra rarefatta.

FINE

scritto da: elbarrio alle ore agosto 25, 2007 10:30 | link | commenti
categorie: sogno, parto, sangue, morte, daini
lunedì, 13 agosto 2007

Sogno del 11.08.07 - Fine del mondo

Sento al notiziario che è prevista una bufera di neve che potrebbe far sparire il mondo. Bisogna mettersi ai ripari e qualcuno dice che il sole potrebbe spegnersi.
Vado nel paesino in montagna dove vive mia mamma per metterla in salvo.
Arrivo lì e inizia la bufera di neve. Mia mamma vive in una casa di legno fra le montagne. Appena entro inizia la bufera. Mi chiedo se riuscirò a portarla via e se non sia arrivata troppo tardi rischiando di morire entrambe lì.

mattdillonDopo un pò siamo in un'altra casa di legno, più grande con altre persone rifugiate là dentro, che forse in parte conosco almeno di vista. C'è qualcuno che balla, tipo Saranno Famosi, la serie tv, e non quello della De Filippi. Fra la gente vedo Matt Dillon che è appena uscito di scena. Lo guardo da lontano pensando che vorrei attaccare bottone, ma poi lascio stare perché non so come approcciare. Vado in  bagno.
Quando esco Matt Dillon viene verso di me, parla italiano, e iniziamo a chiaccherare. Decidiamo di andare a fare un giro e c'è clima di tresca. Non succede niente, ma siamo soli lui ed io. Pranziamo da qualche parte, poi facciamo un giro per le piste da sci, a piedi, mentre la gente scia e fa snowboard. E' tutto un pò inquietante perché la fine del mondo è prossima.
Scendiamo a valle, ormai è sera e ci fermiamo a cenare a un thailandese con un solo tavolin fuori, il nostro. In vetrina ci sono le foto dei piatti cucinati, tipo cinese. Fra le specialità della casa c'è questa foto di un Pitt Bull cucinato. Rabbrividisco e non faccio in tempoa  dire, mica mangeranno davvero il Pao (cane in thai nel sogno), quando alzando lo sguardo vedo gente in vetrina che mangia tranquillamente un cucciolo di Bull Dog, con la pancia aperta, ripiena di carne e spezie e la testa intera del cane con gli occhi chiusi, come se dormisse.
Matt Dillon mi dice che è normale e che in Thailandia si mangia, e che probabilmente hanno adattato il cane a quello che si trova in Europa. Mi si chiude lo stomaco mentre continuiamo a tenerci la mano e torniamo verso la baita.

FINE

scritto da: elbarrio alle ore agosto 13, 2007 08:13 | link | commenti (1)
categorie: sogni, morte, mamma, fine del mondo, matt dillon

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