Sogno per la terza volta
Ian Curtis. Sono sogni flash.
1. Ian è già devastato dalle crisi epilettiche. Lo vedo soffrire ma non credo di essere parte della scena.
FINE
2. Ian ha registrato due versioni di Love Will Tear Us Apart. Mi viene il dubbio di aver caricato quella che mi piace meno, e solo ora posso dire con certezza che avevo notato la differenza. Penso a Ian Curtis, a come si sentiva mentre le aveva registrate. Ci penso e ci ripenso mentre ascolto il pezzo.
FINE
Sono a casa di Alberta con Alexia. Probabilmente siamo tutte più piccole, forse sui 20-23 anni ma non saprei dirlo con esattezza. Alberta è capricciosa e abbastanza insopportabile. A causa di un'alluvione che ha mandato in crisi la città, siamo costrette a rimanere a casa sua. Fuori e al TG vediamo le immagini delle strade invase dalle persone in preda al panico e dall'acqua che scorre a fiumi. Alexia è più vicina di me, ed è palese che vuole tornare a casa a tutti i costi. Chiede al Alberta se per caso ha Samsara - il profumo - e Alberta risponde di no. So perfettamente che non è vero, e mentre mi chiedo se non abbia capito o se abbia risposto di no solo per non darglielo, Alexia dice che in questo caso deve andare per forza a casa, e che prenderà la Metro. Resto quindi io. Il padre di Alberta torna a casa e la riempe di regali e attenzioni. Penso quanto debba essere facile la vita per lei con qualcuno che le risolve tutti i problemi, sorridendo affettuoso.
Come ultima cosa, le da dei ticket restaurant che le ha comprato espressamente, visto che nel suo nuovo impiego Alberta non ne ha. Lei li apre e vede che sono da poco più di 2 euro l'uno. Immediatamente di arrabbia da morire e con la voce lagnosa manda a fanculo in padre, che non dice niente. Resto un pò sconvolta per quanto sia viziata. E' appena stata coperta di regali e attenzioni e l'unica cosa che riesce a fare è mandare a cagare il padre.
Poco dopo Tomaso - il papà - ci prepara la cena e ci traferiamo in cucina sul bancone americano che la divide in due. Ha cucinato del farro insieme a delle fettuccine di soya e del riso. Nonostante gli abbinamenti siano bizzarri la cena è davvero ottima. Lo ringrazio e mangio tutto quello che ho nel piatto fino all'ultimo chicco. Tomaso chiede alla domestica di preparare degli spaghettini, ma cerco in tutti i modi di fermarlo dicendo che è abbastanza.
FINE
Sono in una sorta di sottopassaggio con altre persone. Mi rendo conto di essere nel proseguimento di Lost. Siamo quindi tutti in cerca della via di salvezza. Ci riuniamo in una sorta di assemblea, e vedo che tutti mangiano dei peperoncini grossi quasi come peperoni. Mi avvicino a una ragazza seduta vicino a me e chiedo cosa siano. Mi risponde dicendo che sono dei frutti che hanno trovato nei dintorni, che non sa esattemente cosa siano, ma che sanno di prugna. Li assaggio e in effetti sono buoni: croccanti ma anche sugosi. Mi chiedo se possano essere velenosi, ma non c'è altro da mangiare e ne mangio anche io uno dopo l'altro.
FINE
Sono fuori da un palazzo con un tipo con il quale devo iniziare a lavorare. Entrando, incrociamo la sua ragazza. C'è no strano clima di flirta fra noi, e poco dopo finiamo con il baciarci. Ridiamo dell'accaduto perché sappiamo che è la cosa più sbagliata da fare. Lui è fidanzato e io dovrò lavorarci a stretto contatto.
Poco dopo ci ritroviamo nella mia stanza da letto di quando ero al liceo, a Roma. Arriva un terza ragazza. Il tipo, si trasforma in un mio amico di Roma e inizia a chiederci di masturbare contemporaneamente un terzo ragazzo che è sdraiato davanti all'ingresso della stanza. Iniziamo a toccarlo e scopriamo che ha genitali femminili. Lo stupore però non è esagerato, e mi chiedo solo se proverà sensazioni diverse a provare un orgasmo, ora che è donna. Prima di concludere, il transgender esce di scena e il mio amico di Roma chiede a me di baciare la ragazza mentre lei pratica del sesso orale su di me. Noi non opponiamo nessuna obiezione. Siamo quindi pronte a fare sesso a tre, ma mi sveglio.
FINE
Sono nell'ascensore del D Magazine, un negozio di Milano. L'ascensore diventa un treno diretto per Glasgow senza che io me ne renda conto, e non so come fare a scendere prima di arrivare in Scozia. Cerco il controllore che mi parla in scozzese. Sistemiamo la questione e il treno torna ad essere un ascensore.
Torno a casa e ci sono mia sorella e Luca - il fidanzato - che sta partendo per tornare a NY. Dopo un attimo sono su una spiaggia in cerca di una persona tramite la foto di una statua. Sono ovviamente in difficoltà, ma alla fine la trovo.
Sono con Alexia e il cugino più grande, un pò ciccione e non proprio sevglio, sempre sulla spiaggia. Decidiamo di noleggiare un pattino per tornare indietro alla spiaggia dalla quale arrivavamo Alexia ed io. Una volta dal bagnino Alexia ed io cambiamo idea e diciamo al cugino di parlare con lui e pagare il rientro solo per una persona, come se si pagassero tariffe diverse a seconda del numero dei passeggeri. Sullo sfondo c'è un luna park. La tipa che noleggia i pedalò è titubante nel darcene uno. Dice che una volta un tipo è arrivato per errore fino a Roma ed è stato un miracolo che non si sia perso in mare. Le correnti possono essere molto pericolose, ma alla fine sembra pensare: a vostro rischio e pericolo, io vi ho avvertito.
FINE
Sono in un palazzetto sportivo, tipo quello dove fanno in genere le gare di pattinaggio artistico. E' pieno di gente e tutti stanno guardando una gara di ballo. Io sono con mia sorella e Luca, e sparsi qui e la ci sono un pò di nostri cugini e zii. I microfoni dei cronisti commentano le figure acrobatiche; è un vero e proprio show con la musica che rimbombda dalle pareti. Parte il primo pezzo, ed è un rock. Ballano a coppie mio padre con mia zia Brigitte (morta), e mio zio George (morto) con sua moglie e mia zia Françoise (morta). Penso fra me e me che sia un vero peccato che mia mamma sia morta, perché ricordo che lei e mio padre erano bravissimi a ballare questa musican quando erano giovani.
Mentre lo spettacolo va avanti, mi alzo e mi sposto di qualche poltrona, restando in disparte e in silenzio, mentre mangio dlele ciliege scure e carnose. Ora è la volta degli anni '60. Scendono in pista Annie Gegere, amica di famiglia da lato francese, e commento fra me e me dicendomi che lei in quegli anni era già vecchia e che forse è stata sfortunata a beccare proprio quel ritmo. Invece sono tutti bravissimi. Sembrano dei professionisti, e sono tutti perfettamente coordinati, nonostante dovrebbe essere un'improvvisazione. Sento mia sorella super galvanizzata che commenta entusiasta mentre Luca la ascolta silenzioso. La sento che chiede a qualcuno dove io sia perché ha bisogno di qualcosa, ma io non sono dell'umore. Non ho voglia di comunicare e resto dove sono fino a quando mi vede e mi chiede delle ciliege, che le porgo controvoglia. Le finiscono. Luca deve partire il giorno dopo per rientrare negli Stati Uniti, ma ci dice che tornerà molto presto in Italia e che comprerà sin da ora tanti ticket così da risparmiare. La cosa mi fa pensare ma me lo tengo per me, in silenzio.
FINE

Sono con di
Ian Curtis nel periodo antecedente i suoi attacchi di epilessia. Non è ancora famoso e ha più o meno 19-20 anni. Sono a casa sua e i mobili sono squallidi e le pareti gialline. Lo osservo mentre si preparara per uscire e ho l'impressione di far parte della sua vita, come se fossi la moglie o qlc altro dei suoi amici abituali. E' alto e magro e i suoi movimenti sono un pò nervosi.
FINE