el barrio

mercoledì, 28 novembre 2007


scritto da: elbarrio alle ore novembre 28, 2007 05:00 | link | commenti
categorie:

Sogno del 28.11.2007 - Roberto galeotto

Roberto è in carcere per qualche giorno per una storiaccia di fumo. So che ha detto al padre che è a causa di non so quale problema con il passaporto e lui sembra averci creduto. E' e sono, ma separatamente sia nel corpo che nella mente, in attesa di sapere quando uscirà fiduciosi nella migliore delle ipotesi.

Nel frattempo sono a Parigi. Cammino per un viale che è a metà fra una città spagnola e una cittadina di mare, ma con le strade larghe e gli alberi che fanno ombra. Sono con qualcuno che non ricordo e incontro due turisti - una donna sulla mezza età e un altro/a - che mi chiedono dove sia un monumento francese famoso. La persona che è con me dice di non essere di Parigi ma gli indica più o meno la strada. La donna si infuria blaterando qualcosa a proposito del fatto che è stanca e che è tutto il giorno che cammina. La guardo un pò sconvolta ma continuo a camminare.

Sulla sinistra mi ritrovo un cancello enorme con al suo interno un cortile di una villa spaziosissimo. In effetti non si tratta di una villa ma di Versailles. Penso, maddai Versaille! Non ci sono mai stata, fammi dare un'occhiata cgià che sono qui. A questo punto sono sola. Entro e ho davanti a me una statua di un gallo, simbolo della Francia, alta circa 8-10 metri tutta d'oro scintillante e con i bordi delle piume ruvidi e arricciati come se fossero scaglie di cioccolato e che lo fa sembrare un personaggio di una fiaba d'altri tempi. Provo a fotografarlo con il cellulare ma fra il sole che batte e fa le ombre e la scarsa ampiezza dell'obiettivo non riesco a fare una gran foto.

Mentre sono lì mi telefona Filippo il quale mi dice che sia lui che Norman si sono iscritti in palestra. Sono sorpresa perché non è davvero il tipo, e siccome anche un altro amico mi aveva detto la stessa cosa un paio di giorni prima, dico quasi scocciata che forse dovrei iscrivermi anche io, altrimenti mi ritrovo senza nulla da fare. E poi aggiungo però, che ho già un altro impegno e non so come fare a far conciliare le due cose.

Appena metto giù penso all'ipotesi in cui Roberto dovesse rimanere in carcere e mi chiedo che cosa sarebbe successo se stessimo ancora insieme. Se l'avrei aspettato per 40 anni o meno, ma sono sicura che anche se faticoso gli sarei stata vicina. Il pensiero diventa realtà e ricevo una sua email. La mia mente vola per un secondo pensando a quanto siano evolute le carceri moderne da permettere internet ai carcerati, pensiero che si fonde con la possibilità di comunicare con l'esterno senza controlli.. Ma torno alla mia email.

jailMi dice che gli è stata confermata la pena - 40 anni per l'appunto - e io me lo immagino in una proiezione futura adulto e muscoloso in carcere con lo sguardo incattivito. In pratica molto diverso da come è in realtà. Mi viene il magone e non posso credere che sia vero anche se sento di aver avuto sempre questa paura. Mi chiedo cosa abbia detto al padre questa volta per non farlo preoccupare e per continuare a fargli credere che sia un bravo ragazzo. Continuo a leggere e le poche righe esprimono semplicemente con un tono disperato una ricerca di un contatto. Di nuovo immagino la mia vita accanto a un uomo, carcerato per 40 anni, e sospesa sul da farsi per un attimo, alla fine sembro pendere per la scelta più dolorosa ma l'unica da fare. Stargli vicino e sacrificare la mia libertà e vita per la sua.

FINE

scritto da: elbarrio alle ore novembre 28, 2007 04:55 | link | commenti (1)
categorie: amici, parigi, sogno, carcere, droga
venerdì, 02 novembre 2007

Sogno del 02.11.2007 - Eugenio l'infame

Sono in una casa molto grande, con diverse stanze. C'è un via vai di persone e a quanto ricordo gli unici sopra i 36 anni sono mia zio George e mia zia Françoise (morti). Il che mi fa pensare che a tratti mi trovo in Bretagna.

Eugenio - che a tratti diventa mio cugino Giullaume - ed io facciamo due torte con degli avanzi. Una è un calzone alla nutella e l'altra una specie di crostata con della marmellata verde e rossa disposte a scacchiera sulla pastafrolla. Tentiamo di metterci della pancetta, perché l'idea originaria era di fare una torta salata, ma ci rendiamo conto che ormai è troppo tardi e che cmq sia l'avrebbe rovinata. Le mettiamo entrambe in forno.

Mia zia mi chiede se può assaggiarne una fetta una volta pronte, e io noto il tono estremamente gentile con il quale me lo chiede.

Mentre siamo in salotto io incrocio le braccia e inizio a sollevarmi da terra, com ein Second Life. Sento che mi sto concentrando per farlo ma non saprei spiegare come stia avvenendo. Dico a mia sorella: guarda, io volo - mentre lievito. Lei inizialmente è incredula e cerca il trucco. Eugenio invece dà x scontato che sia vero ma non è nemmeno troppo stupito. C'è qlc altro nella stanza che non conosciamo quindi non commenta troppo. Mentre svolazzo per la stanza senza riuscire troppo a controllare la direzione, mia sorella dice, ci scrivo un post! e dice un titolo in inglese azzeccato, come sempre.

A questo punto, dopo tutte quelle domande sul come fai? Inizio ad avere difficoltà a lievitare ancora e penso, noo! e d'un tratto mi ricordo delle torte che sono in forno da troppo. Spero che qualcuno abbia spento il fuoco dopo la mia prima avvisaglia, ma nnon è così.

Il forno è mezzo frigo, con il ghiaccio il eccesso. Il calzone alla nutella al piano di sopra, tocca con la superfice la parte ghiacciata e quindi è rimasto morbido. La crostata di sotto è bruciata sotto ma grattando un pò si riesce a salvare. Mia zia viene a vedere e insieme commentiamo.

Eugenio ed io siamo in una stanza insieme, sul divano. Sono giorni che stiamo insieme in questa casa e siamo entrati in intimità senza mai sconfinare nella tresca.
A un certo punto si avvicina, e mi si butta un pò addosso, e senza malizia mi dice: ma se io e te trescassimo dici che Marco ci resterebbe male?
Io: ma non penso...
Lui: però certo tu hai 35 anni e hai già trescato con un sacco di gente, se trescassi anche con me sarebbe forse troppo..

Ridiamo.

Lui si sposta sul suo letto e non capisco più quanto sia serio e quanto no. Mi invita a raggiungerloma sempre con la sua faccia sorridente e scherzosa mentre si leva i pantoloni.
Io sono un pò interdetta. Mi alzo cmq dal divano che è difronte ma vado nell'altra stanza a bere. Incontro Marco e gli dico: hey ciao, credevo non fossi in città. Vieni di là che c'è Eugenio così lo saluti.

Marco entra, si avvicina al letto e Eugenio gli sussurra qualcosa all'orecchio che x uno strano gioco di specchi riesco a vedere e sentire. "Guarda che j voleva scopare con me sapendo benissimo che eri nell'altra stanza. Io le ho detto di andare a cagare.". Marco si alza dal letto con un'aria distrutta. Io guardo Eugenio con i punti interrogativi in testa e lo vedo farmi un gesto come x dire vai a casa va... Ha un espressione da stronzo mai vista prima.

Vado da Marco e molto tranquillamente cerco di spiegargli che nessuno dei due in realtà aveva intenzione di provarci con l'altro. Che era tutto molto scherzoso e che nnon c'era mai stata malizia né contatto.

Marco bofonchia qualcosa ma non sembra molto convinto. Ha lo sguardo basso e gli occhi tristi, cosa che fra l'altro mi stupisce molto visto che non stiamo nemmeno lontanamente insieme.

Mentre lo cerco per casa trovo un quaderno nel quale scrive delle lettere a me usando il mio nickname, dichiarando alcuni suoi sentimenti nei miei confronti. Incrocio un suo amico in cucina e gli chiedo dove sia. Mi dice che è con gianmarco (persona che non conosco) e che sono a campo dé fiori forse.

Torno in camera di eugenio per cambiarmi, e gli conficco le unghie nella faccia per dirgli che è uno stronzo, ma lui mi lascia fare perché l'unica cosa che gli interessava era scaricare la colpa su di me.

Ho le ballerine verdi, mi metto i jeans e penso a se ha senso o meno cercarlo per la città senza nemmeno sapere dove sia, ma sono troppo dispiaciuta e tento lo stesso.

FINE

Torno dal lavoro e faccio la stradina a piedi.
Dietro di me ci sono David e la Ronk che camminano verso casa. Mentre parlo con loro lei lo blocca e inizia a baciarlo. Io proseguo verso la metropolitana passando davanti a delle rocce che danno sul mare.
Nonostante sia novembre fa un gran caldo e il sole brilla. Tutti sono in costume che si tuffano da queste altezze pazzesce.

Sulla destra vedo una madre, vestita con una divisa che potrebbe sembrare quella delle poste, che si tuffa da quetsa roccia alta quanto l'empire state building, con strettoa  sé suo figli di 10 anni vestito anche lui con la divisa da scuola. Li vedo sfiorare le parete delle rocce, e noto che la madre è addirittura bendata e il figlio con gli occhi chiusi per creare maggiore suspence. Ho paura che si possano schiantare. Provo a seguire il tuffo fino in fondo ma non vedo il fondale perché sono sul ciglio della strada sterrata che lo costeggia.

Non sentendo grida o tonfi dò per scontato che siano atterrati in acqua.

David e la Ronk mi raggiungono di nuovo mentr5e cerco di fotografare i bagnanti per metterli sul blog con titolo:  novembre a milano.
Stanno andando a un ristorante che fa l'aragosta e si sono fatti dare un passaggio per un tratto da un contadino con la ruspa rossa, ma bassa come una spider.
Spero che decidano di proseguire in macchina con qualcun altro perché non ho voglia di fare tutto il viaggio insieme. Passiamo quindi tutti per un cortiletto e io e un'altra tipa andiamo alla sx verso la MM mentre loro cercano brillanti di farsi portare da qualcuno.

FINE

scritto da: elbarrio alle ore novembre 02, 2007 17:28 | link | commenti
categorie: mare, lavoro, sogno, sesso, tuffi, volare, morti, scogli, tradimento, zii , second life

Sogno del 01.11.2007 - Mia sorella si sposa e due gay si sodomizzano

Sto scegliendo cosa mettermi per il matrimonio di mia sorella. Sono già nella villa a due piani con giardino bellissimo dove si celebrerà. La settimana prima sono stata a un altro matrimonio e ora non so cosa indossare. Sono un pò in crisi.
Mia sorella ha un abito da sera bellissimo. Le sue amiche arrivano una dopo l'altra anche loro molto carine. Puly arriva dopo Valeria, e indossa un vestito da sposa bianco con balze e strascico. Non si capisce perché sia lei ad essere vestita così e non mia sorella, ma nel sogno è normale.

Mi ingegno un pò su cosa mettermi mentre mia sorella è un pò nervosa e si scoccia perché stanno arrivando delle persone del mio ex lavoro, che a quanto pare non erano previste.

FINE

Guardo una scena gay con mio padre.
E' come se la vedessimo in tv. Un pò sono imbarazzata a vederla con lui quindi per smorzare la tensione provo a parlare.
La scena si svogle così: due gay sono nudi nella vasca, ma vediamo fino a poco sotto le spalle. Sono uno sopra l'altro e si baciano con trasporto. Quello sotto però ha un lenzuolo bagnato che lo ricopre completamnete. Io chiedo a mio padre come faccia  a respirare ma lui non risponde e resta serio. Finalmente il lenzuolo viene spostato dalla bocca lasciando coperto tutto il resto e l'acqua che arriva dalla cipolla della doccia gli finisce in faccia, evitandogli ancora una volta di respirare bene.

Si sposta, si mette carponi e l'altro si mette dietro di lui. Cercano di avere un rapporto anale ma tutto viene stoppato perché il tipo che prima aveva il lenzuolo in faccia è vergine e non riesce ad essere penetrato.

Mi chiedo perché a questo punto non si siano scambiati i ruoli anziché farsela prendere male, ma poi penso che probabilmente hanno dei ruoli prestabiliti.

FINE

scritto da: elbarrio alle ore novembre 02, 2007 16:52 | link | commenti
categorie: sogno, sesso, gay , matrimonio, sposa

I hate them all

Chi sono

Utente: elbarrio
Nome: j
Insonne per due anni, adesso sogno cose più vere della realtà
Add to Technorati Favorites

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie


acqua
adsense
adwords
agopuntura
alberi
aldo moro
alieni
amica
amiche
amici
amico
amore
andrea pazienza
anthony kledis
anziani
arctic monkeys
argento
arte
autobus
bagno
ballo
bambino
bara
benzina motorino
bibbia
bici
bilancia
bisex
br
bretagna
brigate rosse
brown
brunette
bruxelles
cadaveri
caivano
cammello
campo
cancro
cane
cani
cannibale
capelli
capodanno
carcere
casa
casablancas
cavallo
centro sociale
christopher lambert
cicciona
cimitero
città
clone
coca
concerto
contadino
coulommiers
crash box
cremazione
cubo
cugina
cugini
daini
dawson creek
degrado
dexter holland
diego abatantuono
dieta
diluvio
dolore
donna
dottor costa
dottore
droga
dublino
e olé
elettroshock
eminem
epilessia
esame
estate
ex otago
fabio volo
famiglia
famiglia di single
faminio maphia
fantasmi
fiamme
fiducia
fine del mondo
fiume
formiche
formichiere
franz
franz ferdinand
fregene
frutti
fumo
funerale
furto
gara
gatto nero
gay
gerontrofio
giapponese
google
grano
grasso
green day
hard core
hc
ian curtis
impact
impreparata
inadeguatezza
incendio
incinta
indie
inganno
inverno
io
jared leto
joy division
julian
lago
lavoro
lego
lele mora
liceo
londra
lost
luca
maccarini
madre
mafia
malattia
mamiani
mamma
maniaci
maniglia
mare
marocchini
matrimonio
matt dillon
maturità
metropolitana
michele
milano
moda
montagna
morte
morti
morto
motorino
musica
natale
nazisti
nicole kidman
nonna
numeri
occhio
odio
offspring
omo
operazione
orso polare
ossa
ostia
padre
panico
pannocchie
parigi
partita
parto
passeggino
paul frank
peli
persecuzione
peter pan
pioggia
platinette
pongo
ponte
porche
pretty face
psichiatria
psicofarmaci
punk
raffaella carrà
ragazza
ragni
rave
rhcp
ricchi
roma
roscia
rosemarys baby
sabbie mobili
salita
sangue
scarpe
scogli
scuola
second life
serial killer
sesso
sete
sex toy
sigaretta
sindrome di down
soffocare
sogni
sogno
sollievo
sorella
sorelle
sottoveste
spastica
sperma
spiaggia
spirito
sposa
squalo
stiv rottame
strada
strega
strokes
stupro
suicida
suicidio
super mario
tatuaggio
techinval
techno
tennis
tessuto
tomba
tradimento
tram
trans
tuffi
tuffo
tumblr
tumore
turchia
tv
tvor
uccidere
vacanze
valda
valerio mastandrea
vasca
vecchi
vecchia
vestito
viaggio
volare
web
will ferrell
yacht
zanardi
zanzara
zia
zii
zio

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte