Sono a casa e vedo che l'ascensore è rotto. Mi citofona Mario e gli dico di aspettarmi giù. Non mi sente e chiama l'ascensore che, stranamente, parte. Mario sale va fino al un paio di piani sopra al mio, come se non riuscisse a fermarsi (ma soprattutto io vivo all'ultimo piano). Sento la sua voce forte che mi chiama e gli ripeto che l'ascensore è guasto, di aspettarmi quindi al piano terra. Dopo un secondo lo vedo andare giù quasi in picchiata tanto che mi preoccupo pensando che sia crollato. Mi affaccio per la tromba delle scale e vedo Mario uscire dall'ascensore incolume ma completamente sudato e sconvolto. Gli chiedo se stai bene, e con la faccia terrorizzata e uno sguardo strano mi dice "Sìsì tutto bene.." anche se è palesemente sotto shock.
FINE
La mattina mi sveglio e vedo che l'ascensore è davvero rotto e è per mezzo piano sotto terra, come se fosse crollato.
Esco di casa e vado nella piazzetta sottostante - che nela realtà non esiste, e assomiglia molto alla piazzetta ad Amsterdam dove ero stata anni e anni fa con il Danz. C'è un pò di gente che passeggia. Incontro Alexia che è frenetica e mi racconta del suo ragazzo.
FINE
Nei giorni precedenti:
Sono in giro e finisco allo IED. Tutti gli sono il prototipo del creativo alternativo. Capelli strani, vestiti assurdi, dipinti alle pareti, tavoli con tazze di caffè e mozziconi di canne. Salgo e scendo facendo un giro per le aule. In una ci sono dei ragazzi che mimano un balletto preso dalla TV. Penso fra me e me "ah ecco da dove ha copiato la scuola di Amici di Maria Dé Filippi". Continuo mentre mi interrogo se mi sarebbe piaciuto o meno fare una scuola del genere e se è giusto che abbia dei rimpianti. Tutte le persone che incontro ne parlano male, dicendo frasi tipo 'sta scuola è una merda.. prima era molto meglio.. i professori fanno schifo.. la mia arte la faccio da solo.. E mi chiedo cosa li cstringa a stare lì.
Esco nel cortile che si affaccia come una balcone su un porto. Una bambina mi taglia la strada camminando veloce e decisa con un panino alla nutella in mano. Mi sfiora e si butta di sotto. Ho paura che si sia suicidata e quindi schiantata al suolo, ma quando mi affaccio vedo che sotto, sul secondo gradone c'è un trampolino e subito sotto l'acqua del mare. Tiro un sospiro di sollievo e mi chiedo come faccia a nuotare con il pane in mano.
Mi voglio fare il bagno anche io. Sono con una persona che non ricordo, e mentre decidiamo se tuffarci o no vedo mia sorella che nuota. Mi dice che l'acqua è freddissima ma è bello lo stesso. In realtà il mare non sembra molto pulito. Siamo pur sempre in un porto. Dall'alto vedo degli squali e un polipo gigante attraverso l'acqua. Provo ad avvertire mia sorella che non mi sente fino a quando arriva al muretto del porto, sfiorata più volte dallo squalo. Le urlo di uscire subito ma lei, tranquilla e sicura mi dice, "Ma no sono solo razze..". Non ne sono troppo sicura, ma in fondo lei vive lì da più tempo di me, e quindi penso che sappia cosa dice.
FINE