Sono nella mia scuola del liceo, il Mamiani. Come spesso accade, e accadeva nella realtà, entro dall'ingresso dei motorini e non da quello principale.
La mia classe è all'ultimo piano. Non ci metto piede da anni e mi guardo un pò intorno. Mi è tutto abbastanza familiare ma non so l disposizione delle classi. Sono in ritardo. Entro in una classe e compilo il mio foglio excell. Per un motivo devo uscire, forse per andare in segreteria o non so dove. Quando vado per tornare in classe non la trovo più. Salgo e scendo le scale, sono lentissima, non riesco a correre e sento di non avere nemmeno un minuto da perdere prima che suoni la campanella.
Incontro Luca Famiglietti che a tratti mi accompagna per i corridoi, apparendo e scomparendo. Finalmente vedo dei cartelli che mi segnalano la 2 A dove devo andare. Più mi avvicino più mi rendo conto che la classe è stata spostata. Entro, ci sono studenti che stanno facendo lezione che vedendomi comparire mi dicono: no abbiamo scambiato le classi, la 2 A ora è dall'altra parte.
Sono sempre più di fretta, finalmente entro, recupero il mio foglio excell in mezzo alla confusione di una classe piena di gente che fa casino, come se fosse ricreazione.
Esco, prendo il libro di testo che ho comprato all'usato, entro nella seconda classe per la nuova lezione e l'unico banco disponibile è quello in fondo, accanto a Luca. Mi fa cenno di sedersi, ma mi sento un pò a disagio perché si comporta in modo strano nei miei confronti, quasi morboso.
Mi siedo comunque perché in ogni caso so di volergli bene. Vedo che apre il libro, lo confronto con il mio e anche se è tutto molto simile, nel mio tutte le figure sono riflesse, come se fossero viste attraverso uno specchio. Sono più sbiadite, come se fosse un'edizione di 50 anni prima, con le illustrazioni poco definite a contrasto con le sue brillanti e perfette.
Confronto le differenze, che ci sono. Tutte le sue pagine pari sono le mie dispari. Rifletto se sia il caso di cambiarlo o meno, pensando a quando la professoressa ci dirà studiatepagina 20 e la mia a chissà quale corrisponderà. Smadonno.
FINE
Sono con Roby. Chiaccheriamo rilassati mentre facciamo altre cose seduti a un tavolo. Mi racconta con una naturalezza estrema della sua nuova ragazza. Mentre lo ascolto, sorpresa, mi accorgo di non essere più pervasa dalla tristezza o dalla gelosia. Accetto la cosa con il sorriso, sollevata e di nuovo, sorpresa.
(Il 3 gennaio è il compleanno di Roberto)
FINE