Sono in un salotto di una casa con mio padre, mio zio Ettore Sordini e mia sorella. Chiaccherano e io sono lievemente innervosita come spesso accade in queste situazioni. Mio padre e Ettore sono un pò ubriachi, e forse lo siamo tutti. Mia sorella va in bagno e torna truccatissima, con gli occhi neri neri. Mio padre dice: facciamoci una canna! E tutti ridono mentre mia sorella va nell'altra stanza a prendere il fumo. Io mi incazzo e protesto dicendo che quando ero piccola io le canne erano il male e chi fumava anche solo sigarette era uno stronzo, e adesso invece solo perché aveva cambiato idea si poteva fumare in casa, probabilmente perché io non fumo più. Se ne frega, ridacchia grassamente e continua la sua serata.
Vado nell'altra stanza dove c'è Valda che dorme nella valigia con i vestiti in assenza della sua cuccetta. Ha fatto la pipì perché tutti ci siamo scordati di portarla a spasso. La asciugo, mentre entra mia sorella a prendere qualcosa ma anche lei non se ne interessa più di tanto, si limita a dire un poverina. La lavo e la asciugo e col pelo bagnato è piccolina e magrolina. Ha l'aria mogia ma è contenta che mi stia prendendo cura di lei.
Esco fuori e sono a Parigi, dentro al Jardin de Luxembourg, che nel sogno cmq sia costeggiano i Champs Elysée. Scopro solo allora di essere in un albrego esteticamente molto carino.
Incontro il mio amico Nicola Pecoraro e qualcun'altro forse. iniziamo a parlare di quando avevo 1000 euro di debiti del telefono, e lui scherzando mi dice che probabilmente era a causa delle mille telefonate che ci facevamo io e Simone Tiracchia (in realtà morto, poraccio) quando era a Londra, e mentre lo dice lo chiama Toro (mai chiamato così prima in verità). Portiamo a spasso Valda e sono un pò preoccupata per lei, spero che stia meglio.
FINE