Sono in una casa che non conosco che nel sogno è di mio padre, credo. Dormo in un letto bianco e mi accorgo di aver macchiato il materasso di sangue. Vado a cercare qualcosa per smacchiarlo e vedo che anche l'altro letto dove ho dormito il giorno prima è leggermente macchiato. Incontro
Anthony Kiedis nel corridoio, in versione capelli castani, vestito con i pantaloncini al ginocchio, la maglietta, il gilet e forse la cravatta scuri. Scambiamo quattro chiacchere mentre inumidisco un panno in questa casa di legno con i letti bassi con le lenzuola e le tende bianche che svolazzano. Usciamo a fare un giro e siamo sulla spiaggia in Bretagna. Mi separo e gironzolo con Valda sul lungo mare. E' pieno di ristoranti con patii ombreggiati dalle piante, pieni di gente. Non li avevo mai visti prima e penso al fatto che benché abbia passato un'infinità di estati in Bretagna non sia mai uscita a cena fuori in posti del genere. Mi viene in mente poi, che forse quando ero piccola non esistevano ancora. Rifletto su quello che potrebbe diventare ora che il turismo ha deciso di invadere anche questa ultima fetta di tranquillità.
Valda ed io proseguiamo. Il paesaggio è talmente cambiato che ho paura di non ritrovare la strada del ritorno. Prendo qualche punto di riferimento nel caso dovesse scendere la nebbia. Fisso la piccola insegna rossa di legno che sporge mossa dal vento di uno dei ristoranti e cerco di fissare il nome del posto nella mia mente: dolmen, si chiama così, o una cosa simile. Me lo ripeto più volte perché so di non avere memoria.
Andando avanti nella spiaggia troviamo un rudere di una nave dei pirati, che a questo punto non so più se sia originale o una trovata turistica anche quella. Arriviamo in una sorta di caletta, ma opposta al mare, con un acqua verdissima e le pietre taglienti come in Salento. Anche questa mai vista prima e è come se sentissi la voce di mia madre, ma forse è un ricordo nella mente, che mi dice "in bretagna c'è solo la sabbia morbida, mica ci sono i sassi appuntiti che ti tagliano i piedi". Di nuovo mi interrogo su come sia cambiato il paesaggio e come mai. Cerco il cellulare per scattare una foto da mandare a Roby, sicura di averlo dimenticato a casa, e in vece è lì nella mia tasca. Vado avanti e ci sono scogliere mai viste e tutte cose che cerco di fotografare per ricordarle.
Alla fine arrivo davanti a un arco di pietra sulla spiaggia e dall'altra parte vedo un blocco unico altissimo e larghissimo fatto da case a schiera tipo il serpentone a Roma. Mi blocco di scatto e decido di non proseguire davanti a tutto ciò.
Sono di nuovo a casa e rincontro i
Red Hot Chili Peppers che però sono composti da
Anthony Kiedis e Chris Cornell. Altre quattro chiacchere e mi dicono che in casa c'è uno strano odore, qualcosa che viene da alcune stanze. Gli rispondo dicendo che probabilmente è per via del cane e degli animali. Finiamo in bagno che è verde opaco di legno, con i lavandini, la vasca, le tende e tutto il resto bianco. E' bellissimo e lo dico ai RHCP. Gli dico che di tutta la casa è la stanza che mi piace di più, così spaziosa e minimale ma anche confortevole con la luce che entra forte dalla finestra e illumina il legno scuro delle pareti verde marcio.
FINE