Sono nell'ascensore del D Magazine, un negozio di Milano. L'ascensore diventa un treno diretto per Glasgow senza che io me ne renda conto, e non so come fare a scendere prima di arrivare in Scozia. Cerco il controllore che mi parla in scozzese. Sistemiamo la questione e il treno torna ad essere un ascensore.
Torno a casa e ci sono mia sorella e Luca - il fidanzato - che sta partendo per tornare a NY. Dopo un attimo sono su una spiaggia in cerca di una persona tramite la foto di una statua. Sono ovviamente in difficoltà, ma alla fine la trovo.
Sono con Alexia e il cugino più grande, un pò ciccione e non proprio sevglio, sempre sulla spiaggia. Decidiamo di noleggiare un pattino per tornare indietro alla spiaggia dalla quale arrivavamo Alexia ed io. Una volta dal bagnino Alexia ed io cambiamo idea e diciamo al cugino di parlare con lui e pagare il rientro solo per una persona, come se si pagassero tariffe diverse a seconda del numero dei passeggeri. Sullo sfondo c'è un luna park. La tipa che noleggia i pedalò è titubante nel darcene uno. Dice che una volta un tipo è arrivato per errore fino a Roma ed è stato un miracolo che non si sia perso in mare. Le correnti possono essere molto pericolose, ma alla fine sembra pensare: a vostro rischio e pericolo, io vi ho avvertito.
FINE
Sono in un palazzetto sportivo, tipo quello dove fanno in genere le gare di pattinaggio artistico. E' pieno di gente e tutti stanno guardando una gara di ballo. Io sono con mia sorella e Luca, e sparsi qui e la ci sono un pò di nostri cugini e zii. I microfoni dei cronisti commentano le figure acrobatiche; è un vero e proprio show con la musica che rimbombda dalle pareti. Parte il primo pezzo, ed è un rock. Ballano a coppie mio padre con mia zia Brigitte (morta), e mio zio George (morto) con sua moglie e mia zia Françoise (morta). Penso fra me e me che sia un vero peccato che mia mamma sia morta, perché ricordo che lei e mio padre erano bravissimi a ballare questa musican quando erano giovani.
Mentre lo spettacolo va avanti, mi alzo e mi sposto di qualche poltrona, restando in disparte e in silenzio, mentre mangio dlele ciliege scure e carnose. Ora è la volta degli anni '60. Scendono in pista Annie Gegere, amica di famiglia da lato francese, e commento fra me e me dicendomi che lei in quegli anni era già vecchia e che forse è stata sfortunata a beccare proprio quel ritmo. Invece sono tutti bravissimi. Sembrano dei professionisti, e sono tutti perfettamente coordinati, nonostante dovrebbe essere un'improvvisazione. Sento mia sorella super galvanizzata che commenta entusiasta mentre Luca la ascolta silenzioso. La sento che chiede a qualcuno dove io sia perché ha bisogno di qualcosa, ma io non sono dell'umore. Non ho voglia di comunicare e resto dove sono fino a quando mi vede e mi chiede delle ciliege, che le porgo controvoglia. Le finiscono. Luca deve partire il giorno dopo per rientrare negli Stati Uniti, ma ci dice che tornerà molto presto in Italia e che comprerà sin da ora tanti ticket così da risparmiare. La cosa mi fa pensare ma me lo tengo per me, in silenzio.
FINE