Sono in una casa. Passando per il corridoio si intravede la stanza nella quale c'è mia madre, pronta ad essere cremata. E' a bara aperta, ma in effetti la cassa è incastonata in un divano verde marcio, privato dell'imbottitura e della seduta. Passo, la intravedo, vorrei entrare ma c'è anche qualcosa che mi trattiene. Forse la paura di piangere, forse quella di vederla in faccia morta.
Mio padre aggiunge nella cassa nella quale c'è ma madre alcuni mobili di legno quando era piccola e accende il forno crematorio, che brucia dall'interno della bara e quindi il tutto è visibile. La fiamma si spegne dopo un pò e nella cassa c'è della fuligine nera con pezzi di legno bruciato, ma mia madre non è stata ancora completamente cremata. Escono dal divano/bara le braccia e la testa, anche se continuo a non guardarla in volto, e sembra quasi che si stia rilassando nella vasca da bagno, con le mani che penzolano giù verso il pavimento.
Mia cugina Charlotte parla con mio padre a proposito della cremazione di sua mamma Brigitte, sorella gemella della mia, che credo sia in un'altra stanza, morta. Mio padre continua ad aggiungere mobili nella bara di mia madre, e per fare spazio e permettere al tutto di bruciare insieme, infila le mani in fondo alla casa e sposta i resti di mia madre ridotti in cenere mischiati al legno e fa spazio per il resto. Con Charlotte ridono e io li guardo un pò da lontano.
A tratti mia madre è sveglia, magrissima, sdraiata sempre sullo stesso divano, e non si può muovere. Mi avvicino a lei e le dico "mamma, io voglio bene sono a te, a nessun altro" e mi viene da piangere perché so che sto morendo, ma sono anche contenta di averglielo detto. Lei non risponde in nessun modo, nemmeno con un'espressione del viso, ma forse nemmeno ne ha la possibilità.
Sono per strada con mia cugina Charlotte e alcuni parenti. C'è anche Filippo. Dobbiamo andare tutti da qualche parte, forse sempre a un funerale o cmq sia a sbrigare qualcosa di importante. Io sono in motorino senza benzina e li avverto che avrei fatto il pieno prima e li avrei raggiunti. Vedo un distributore automatico, temo di non avere soldi spicci, ma insime a Filippo riesco a raccimolare 6 euro in moneta. Il distributore è enorme, sembra quasi un grande magazzino. Cerco per un bel pò di tempo, impazzendo, un distributore senza olio (?). Non c'è. Non so come fare. Alla fine mi ricordo che è la vespa che ne ha bisogno, ma io ho uno scooter normale e allora metto i soldi dentro e il bigliettino mi da i numeri corrispondenti alla mia pompa. I numeri sono due: uno corrispondente alla sala, l'altro alla pompa. Ci metto un pò a capirlo, e con Filippo camminiamo per tutti questi corridoi con il motorino al seguito, schivando le persone. Arriviamo in una stanza con dei mobili usati, tipo mercatino, con tutta la gente che guarda e compra. Arrivo al numero della mia pompa ma al suo posto c'è un armadio. Riguardo il foglietto e i numeri cambiano ancora. Ogni volta che li guardo mentre mi dirigo verso la stanza giusta cambiano, fino a quando entro nella stanzsa giusta, ho il distributore davanti, ma non abbiamo più il motorino e non ci ricordiamo dove sia. Filippo lo va a cercare e io temo che la macchina si ciucci i soldi perché è passato troppo tempo. Non ho altre monete per ricaricare e non so proprio come fare per raggiungere gli altri. Aspetto che Filippo torni cercando di ingannare il meccanismo.
FINE